ex Manicomio Provinciale di Mombello

Questo manicomio nacque come appoggio del già esistente manicomio cittadino la Senavra, che visto il sovraffollamento avevo bisogno di una struttura alternativa per smaltire i tanti pazienti che in quel periodo vi erano ricoverati. Nel 1865 un’epidemia di colera diede il via al trasferimento dei malati che dalla Senavra vennero portati alla Villa Pusterla-Crivelli, sita in Mombello: una villa storica, che nel 1797 aveva ospitato anche i Bonaparte.

La struttura venne organizzata come una colonia agricola per malati tranquilli e non bisognosi di cure insistenti. Nell’ottobre del 1863, al termine dei lavori di adeguamento della struttura, i pazienti che vi erano ricoverati erano circa 300, metà maschi e metà femmine, rigorosamente divisi. Gli oltre 40mila metri quadrati di stanze, celle e corridoi della struttura sanitaria hanno ospitato anche il figlio illegittimo di Mussolini, Benito Albino, morto internato nel 1942. A separare il manicomio dal comune vi era un muro di cinta alto due metri e lungo tre chilometri. Oggi quei luoghi sono ancora abitati da presenze invisibili, vandali, writer, e senzatetto che cercano un rifugio, tutto quello che è stato possibile rompere e distruggere è stato rotto e distrutto, tutto quello che è stato possibile rubare è stato rubato, ma la struttura resta in piedi, a testimonianza di quanto è stato, con le lastre mediche ancora presenti nei viali e nei corridoi della struttura.

Scrive un fotografo riguardo al manicomio di Mombello: “…Si trovano però nell’ex-Ospedale anche materiali che raccontano ancora la degenza dei pazienti della struttura. Si avverte la presenza di persone che ci vivono ancora anche se, magari, saltuariamente. Le emozioni provate durante la realizzazione degli scatti sono state molte e abbastanza forti. Sicuramente, se non si pensa a luogo solo come a un set fotografico si percepisce la disperazione, la malinconia, la solitudine che potevano essere nelle menti dei ricoverati (o rinchiusi) che non so dire se fossero tutti realmente “folli”…”

Mombello è stato sicuramente uno degli ospedali psichiatrici più importanti d’Italia, con oltre 3000 pazienti ricoverati e visitato dai più illustri psichiatri europei del periodo. Come per tutti i manicomi italiani però la legge Basaglia pose fine all’attività di cura e ne decretò la sua chiusura nel 1978, anche se ci vollero 20anni per dimettere tutti i lungodegenti che li vi erano ormai “residenti”.

 

 

 

 

 

 

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